Il Digital Services Act (DSA) sta rapidamente emergendo come uno degli strumenti più interessanti a disposizione dei titolari di diritti per contrastare la contraffazione e le altre violazioni IP perpetrate online.


Qualificando espressamente le violazioni degli asset intangibili come contenuti illeciti, la normativa in questione introduce infatti una serie di obblighi a carico degli intermediari online che rafforzano significativamente la possibilità di intervento in casi di violazioni, ampliando e rafforzando la tutela accordata ai titolari di diritti IP rispetto a quanto già previsto dalla Direttiva e-commerce del 2000 (EC Directive 2000_31).


Il cambio di paradigma introdotto dalla normativa in questione è il superamento del tradizionale approccio esclusivamente reattivo basato su notice and takedown – cardine al tempo innovativo della Direttiva e-commerce – attraverso l’introduzione di meccanismi più strutturati di prevenzione, trasparenza e responsabilizzazione degli intermediari online.


Le novità più rilevanti per i titolari di diritti sono, in particolare, i seguenti gli obblighi a carico degli online player:
procedure di notice-and-action armonizzate a livello UE – le piattaforme di hosting e i marketplace devono mettere a disposizione strumenti semplici ed efficaci per segnalare contenuti illeciti e trattare tali segnalazioni secondo procedure uniformi nell’intera Unione Europea;
corsia preferenziale per i Trusted Flaggers – le segnalazioni provenienti da soggetti qualificati come Trusted Flaggers devono essere gestite prioritariamente dalle piattaforme. In diversi Stati membri, tra cui l’Italia, tale status è già stato riconosciuto ad associazioni attive nella tutela della proprietà intellettuale. Questo si traduce nel dovere di rimuovere più rapidamente ed efficientemente i contenuti illeciti;
Know Your Business Customer – i marketplace devono raccogliere e verificare le informazioni essenziali sui commercianti terzi, quali in particolare identità, contatti e coordinate bancarie. In assenza di dati completi, il venditore online può essere sospeso dalla piattaforma;
sospensione dei repeated infringers – le piattaforme sono tenute a sospendere gli utenti -venditori che pubblicano ripetutamente contenuti manifestamente illegali, incluse le violazioni seriali dei diritti di proprietà intellettuale;
più trasparenza per marketplace, algoritmi e advertising – il DSA introduce obblighi di trasparenza sui sistemi di raccomandazione e sulle inserzioni pubblicitarie, elementi che possono contribuire alla visibilità e diffusione di prodotti contraffatti.


Un ulteriore aspetto, e probabilmente il più innovativo, concerne le Very Large Online Platforms (VLOPs) ed i grandi motori di ricerca, tenuti, ai sensi del DSA, a valutare e mitigare in maniera proattiva i rischi sistemici derivanti dai propri servizi, inclusa la diffusione di contenuti illeciti e prodotti contraffatti. Ciò significa che questi soggetti devono intervenire soprattutto attraverso modifiche di algoritmi, sistemi di raccomandazione, policy interne e controlli preventivi, oltre che dopo una segnalazione, attività questa che ormai dovrebbe essere la norma, in tempi peraltro rapidissimi.
In altre parole, il DSA sposta il focus dall’obbligo di rimuovere le violazioni a quello di ridurre il rischio che tali violazioni si verifichino.


Questa normativa, adottata nell’ottobre 2022 ed entrata pienamente in vigore dal 17 febbraio 2024, aggiunge agli strumenti tradizionali di enforcement online – in particolare notice&takedonw, azioni civili e penali, procedure amministrative – nuove leve giuridiche ed operative a favore dei brand owners e dei consumatori, quali una maggiore accessibilità ai canali di contatto delle piattaforme, procedure di rimozione armonizzate, migliore identificazione dei venditori, gestione prioritaria delle segnalazioni provenienti da soggetti qualificati, obblighi di trasparenza e tracciabilità, approccio preventivo e basato sul rischio per le grandi piattaforme.


È peraltro a rafforzamento di questo scenario che si colloca la recente collaborazione strategica tra EUIPO e Commissione Europea, finalizzata a supportare l’utilizzo e l’enforcement del DSA in materia di proprietà intellettuale, sviluppare best practices e fornire supporto tecnico alle autorità, alle piattaforme ed ai titolari di diritti.
Il DSA non è dunque soltanto una normativa sulla governance delle piattaforme digitali.

Per i professionisti dell’IP rappresenta una concreta opportunità per rendere più efficace, trasparente e preventiva la lotta alla contraffazione online, affiancando agli strumenti tradizionali una nuova e potente leva regolatoria europea. Non ci resta che usarla, questa leva!

Stella Padovani – Presidente AICIPI